Una delle conquiste più importanti dell’umanità è stata senza dubbio quella della scrittura, ma molti ignorano quanto lungo e complesso sia stato questo percorso.
A scuola non si spiega come sia nata la scrittura, ma la si presenta come un dato di fatto, come qualcosa che è così e basta. In questo modo però si perde l’occasione di descrivere una storia affascinante che avrebbe la capacità di incantare i bambini e di accrescere il loro desiderio di imparare questa antica e raffinata tecnica di espressione e di comunicazione.
Nei tempi antichi, nessuno sapeva di dovere inventare la scrittura e la sua invenzione è stata frutto di un progredire continuo, in un processo che è durato migliaia di anni, arricchendosi progressivamente di conquiste. L’invenzione della scrittura è avvenuta in modo indipendente in diverse parti del mondo ed ha seguito le stesse tappe fondamentali. All’inizio, per indicare qualcosa è stata usata la sua figura o un segno convenzionale. Poi si è passati ad una scrittura fonetica basata sul meccanismo dei rebus, quindi a una scrittura sillabica e solo alla fine si è arrivati alla scrittura alfabetica..
Ora utilizziamo le lettere per inventare. Avere un angolo dove scrivere e lasciare volare la fantasia diventa per molti indispensabile è rappresenta una grande fonte di benessere. Questo che vi presentiamo oggi è il nostro scrittoio Mirto.
Questo invece è lo spazio Kidimo. Lasciatevi ispirare e create in libertà…
Il design modulare è sinonimo di design contemporaneo perché consente una libertà e una personalizzazione degli arredi che soddisfa pienamente le esigenze di ogni progetto di interni.
Metropolis è uno dei prodotti più noti realizzati da Tisettanta. Progettata da Antonio Citterio negli anni ’80 è un “sistema di arredamento” declinato in due versioni: Parete e Boiserie, integrabili tra loro o utilizzabili singolarmente.
Metropolis permette di arredare spazi anche molto diversi da loro grazie a due caratteristiche uniche: la modularità e la profondità. La possibilità di scegliere tra 12 altezze, 4 larghezze e 3 profondità permette di creare soluzioni estrememente diverse tra loro: dalla struttura a spalla portante – personalizzabile con piani in legno o vetro, contenitori dedicati porta TV e HI-FI, ante e cassetti – fino alla composizione a parete, anche ad angolo.
La versatilità di Metropolis permette una doppia funzione: quella di “contenitore” per libri e soprammobili, ma anche quella di divisorio dotato di porte reversibili, che separa e unisce ambienti diversi, dallo spazio giorno alla cucina, oppure dalla zona notte alla zona studio.
L’universo è un libro scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola.
Galileo Galilei
Che ne pensate di un tocco geometrico per le vostre case?
Il rosso è il primo colore dell’arcobaleno, il primo che i bambini riconoscono, il primo a cui tutti i popoli hanno dato un nome.
In spagnolo colorado significa rosso e in russo la radice di rosso – krasni – e bello – krassivi – è la stessa. Per gli antichi era il colore di Marte, il dio della guerra. Per gli egizi il rosso – DeSheR – era il simbolo della creazione, il corpo umano era per loro un impasto di argilla e sangue; ed era anche il colore dell’aridità infuocata del deserto. Tra Medioevo e Rinascimento gli uomini di potere si riconoscevano dal rosso degli abiti. L’ascesa della borghesia ne ha messo in secondo piano l’uso sociale: poco serio, troppo eccentrico.
Il rosso è il colore della passione, della seduzione, della sensualità e della tentazione.
E voi, che ne pensate del rosso? A noi piace molto, come dimostra il nostro Albatros, disponibile anche in rosso.
Appuntamento alla prossima tappa del nostro viaggio alla scoperta dei colori.
Reference:
http://www.cultorweb.com/Color/C.html
http://sdz.aiap.it/notizie/7057
Dal 19 al 23 dicembre in palio uno splendido regalo: il volume che racconta i quarant’anni di Tisettanta con 4 foto inedite di Helmut Newton. Partecipate sulla nostra pagina facebook!
Sentirsi al massimo è una sensazione indescrivibile.
Ci sentiamo carichi, energici, vitali, allegri, gioiosi, generosi, entusiasti, amati, desiderati, fiduciosi. Siamo invincibili e ci sentiamo anche più attraenti. Le motivazioni possono essere infinite e tutte altrettanto valide: iniziare o chiudere una storia d’amore, cambiare o ricevere una promozione sul lavoro, scappare all’estero o sentirsi a casa nella propria città natale, etc. La spinta che si riceve da un cambiamento significativo della propria vita è come una catapulta che ci proietta verso un nuovo stato d’animo. Quando questo avviene, ci sentiamo al 100%.
Personalmente, noi ci sentiamo al Centopercento quando vivete i nostri prodotti, li apprezzate e vi soddisfano. Quando la vostra famiglia si sente a casa. Quando cucinate sorridendo, vi rilassate a letto, riempite un nostro armadio di vestiti colorati. Quando i nostri mobili esaltano la vostra libertà di abitare.
Per Natale abbiamo deciso di creare sulla nostra pagina facebook “Tisettanta” una nuova iniziativa pensata appositamente per voi. A partire dal 19 dicembre, infatti, nella parte sinistra della pagina comparirà una nuova Tab personalizzata intitolata “Centopercento” – in onore dell’armadio fiore all’occhiello della nostra collezione – in cui sarete invitati a postare un commento per condividere con la community quella volta che “vi siete sentiti al centopercento”.
Avrete fino al 23 dicembre per confidarci il vostro stato d’animo. In cambio, per uno di voi, un bel dono da aggiungere sotto l’albero : il libro “Tisettanta: Quarant’anni di design. Quarant’anni di casa”, edito da Electa e curato dall’architetto Luca Vivanti.
Un regalo che non arriverà da Babbo Natale ma che sarà omaggiato direttamente dalla redazione che selezionerà la risposta più divertente, accattivante, emozionante o curiosa che verrà raccolta sulla pagina nell’arco di questa settimana da vivere al “centopercento”.
Se ancora non l’avete fatto, vi invitiamo a iscrivervi sulla nostra pagina “tisettanta” e a condividere l’iniziativa anche con gli amici.
Buon divertimento, un saluto a tutti.
Le sedute–scultura di Cheick Diallo, espressione di un’inedita declinazione dello stile africano e già esposte in prestigiosi musei del mondo, saranno ospitate nello spazio open air dello showroom torinese di Tisettanta-Elam. Benché concepiti per esterni, questi pezzi-scultura hanno ben presto travalicato il limite outdoor/indoor, guadagnando spazio in salotto e in ambienti pubblici, connotando interni d’autore.
I pezzi-scultura sono realizzati interamente a mano, pezzo per pezzo, presso i laboratori artigianali di Bamako, capitale del Mali, paese in cui l’arte della tessitura e dell’intreccio è parte integrante della tradizione locale e diffusa sul territorio da secoli con apprezzabili risultati tecnici ed estetici. La struttura portante delle sedute è realizzata in ferro saldato e successivamente rivestita con filo di nylon (lo stesso usato per la pesca) inalterabile agli agenti esterni.
Cheik Diallo sovrintende a tutte le fasi della produzione, dal progetto alla realizzazione del prototipo fino alla sperimentazione del prodotto finito. Testimone privilegiato dell’immenso valore della cultura africana, è portavoce di un design che ci offre l’Africa da vedere e da sentire esattamente così com’è oggi, con un’atmosfera profondamente tradizionale ma anche urbana e vibrante. E’ l’emblema di una cultura atavica filtrata dalla contemporaneità.
L’originalità dell’idea, i materiali utilizzati ed il coinvolgimento di manodopera locale all’interno di un progetto equo-solidale hanno permesso alla collezione Diallo Design di essere esposta in prestigiose mostre e segnalata dalla stampa internazionale, affrancandosi dagli stretti confini dello stile etnico per approdare sulla scena del design internazionale.
Vi aspettiamo venerdì 18 novembre alle 18.30 nello Showroom Tisettanta-Elam in Corso Vittorio Emanuele II, 14 a Torino per il cocktail di inaugurazione.
Del NU-OVO, il rivoluzionario progetto di Paolo Maldotti realizzato da Tisettanta, vi abbiamo parlato qui.
A ottobre è stato “avvistato” a Trento, in occasione di Aspettando il Muse.
A settembre, invece, è stato protagonista all’AbitaMi di Milano.
E non dimentichiamo l’apparazione negli splendidi locali del Circolo dei Lettori di Torino.
Dove apparirà la prossima volta? Noi continueremo a seguirlo.
La proposta di oggi non è un prodotto delle nostre collezioni ma bensì un libro dal titolo “Tisettanta: Quarant’anni di design. Quarant’anni di casa”, edito da Electa e curato dall’architetto Luca Vivanti.
Un volume che racchiude, in 160 pagine, uno straordinario archivio fotografico di oltre 200 immagini. Quattro decenni raccontati anche attraverso gli occhi e la memoria dei designer, intervistati dall’autore. Il libro ripercorre, passo dopo passo, gli aspetti salienti della nascita e della crescita dell’azienda: l’incontro tra Carlo Bartoli e i fratelli Turati nel 1969 e la creazione del marchio Tisettanta nel 1971; la collaborazione con i creatori dell’Italian style per eccellenza (Gae Aulenti, Vico Magistretti, Angelo Mangiarotti, Annig Sarian); l’art direction di Carlo Bartoli, Annig Sarian e Antonio Citterio; la grafica di Bob Noorda e la fotografia di Helmut Newton, che nei primi anni ’90 realizzò tre scatti fotografici i cui soggetti divennero delle vere e proprie icone (letto Zen, armadio Center e libreria Metropolis).
Ma anche le collaborazioni con Motomi Kawakami, Mauro Pasquinelli, Gerd Lange, Antonello Mosca, Michele De Lucchi, Bruno Rota, Enrico Franzolini e, più recentemente, Paolo Piva e Ennio Arosio; il nuovo corso iniziato nel 1996 con la famiglia Tassi, attuale proprietaria, che in pochi anni ha rinnovato ed amplia la gamma dei prodotti (sono nati infatti prodotti evergreen come la sedia Minni o il nuovo sistema libreria Acropolis).
Nel libro, un capitolo a parte è dedicato a Elam: marchio storico nel panorama del design italiano acquisito nel 1999 e oggi dedicato esclusivamente alla produzione di cucine, il cui percorso è stato indelebilmente segnato dalla collaborazione con l’architetto milanese Marco Zanuso, firma del modello E5 (1965), la prima cucina modulare. La cucina E5 sarà esposta al Triennale Design Museum fino al 26 febbraio 2012.
Nel libro, un capitolo a parte è dedicato a Elam: marchio storico nel panorama del design italiano acquisito nel 1999 e oggi dedicato esclusivamente alla produzione di cucine, il cui percorso è stato indelebilmente segnato dalla collaborazione con l’architetto milanese Marco Zanuso, firma del modello E5 (1965), la prima cucina modulare. La cucina E5 sarà esposta al Triennale Design Museum fino al 26 febbraio 2012.
Tisettanta ha una storia unica e questo libro la racconta, vi invitiamo a scoprirlo sul sito di Electa: http://www.electaweb.it/catalogo/eseguiRicerca?tipo=&tipovis=&keyword=tisettanta