“Web Lab” è il laboratorio reale e virtuale aperto da Google per seguire gli esperimenti di Mountain View. Da pochi giorni è possibile curiosare tra le pareti del “museo-laboratorio” sul sito www.chromeweblab.com.
“Siamo aperti ai suggerimenti. Lavoriamo tutti insieme, con internet possiamo farlo e questo ci rende molto liberi”, spiega Steve Vranakis, la ‘mente’ del progetto. Il lavoro è molto dato che già per l’estate sono previsti cinque esperimenti: Universal Orchestra, Data Tracer, Teleporter, Lab Tax Explorer e Sketchbots.
Il primo disponibile è proprio quest’ultimo: “Sketchbots”. Visitando la pagina web, dopo aver accettato l’uso della telecamera ci si fa immortalare. La foto si trasforma poi in disegno vettoriale disegno che viene poi ridisegnato sulla sabbia…
Il risultato è molto interessante. Allora…siete pronti a provarlo?
Dietro al progetto Humanae, c’è il meticoloso lavoro dell’artista e designer Angelica Dass che riprende il riferimento frequente alle palette di pantone, autorità globale sul colore, declinandole in chiave diversa, insolita e originale e creando così una vera e propria campionatura cromatica.

I colori che compongono la sua palette sono quelli della pelle di decine e decine di persone diverse, persone comuni, con carnagioni svariate. Ciascun colore è identificato con un codice specifico, ciascuna cartella riporta il volo della persona alla cui pelle si ispira, lì dove di solito c’è solo il quadratino con un campione della sfumatura.
C’è anche la designer con un foulard in testa…
Le foto sono molto pulite e belle ma il progetto “Humanae” è molto di più e riesce a creare un richiamo molto elegante e delicato al concetto di solidarietà etnica.
Riciclo: la definizione è nota. Della sua necessità si sta facendo virtù. Del suo valore, si è fatta teoria.
Riciclare riporta in vita materiali altrimenti scartati. La quantità di oggetti che noi gettiamo è talmente grande che il “cosa farne” ci riempie di dubbi e di incertezze. Presi dalla disperazione, continuiamo a pensare a sistemi di smaltimento sempre più sofisticati quando invece basterebbe sbizzarrirsi con la fantasia…
Il mondo del design da tempo lavora su progetti che si muovono in questa direzione, all’inizio forse più per stupire che per reale convinzione, oggi invece…
Oggi ci occupiamo di un tema interessante: vivere da soli!
Prima considerazione sul vivere la casa: la voglia di abitarla è direttamente proporzionale al piacere che suscita occuparcene. Oggi cercheremo di darvi qualche consiglio, si spera utile, per ottimizzare le fatiche e domare la vostra casa!
Sbrigare subito le faccende e non farle accumulare. Pulite e riordinate appena avete finito di fare qualcosa: dopo un pasto, subito dopo aver stirato o la mattina appena svegli. Prendere le faccende a piccole dosi è il modo migliore per renderle meno pesanti e noiose. Fate attenzione perchè esistono casi di persone che, sommerse dai panni, sono state inserite erroneamente nella lista serale di “Chi l’ha visto?”.
Imparare a cavarsela in cucina. i piatti pronti sono rappresentano una tentazione fortissima ma non certo il miglior modo di nutrirsi in modo salutare. Esistono molti piatti semplici e sani che vi ruberanno lo stesso tempo e saranno sicuramente più sfiziosi e sani. Vi consigliamo di fare un salto in libreria per scoprire le “ricette per single/ chi vive da solo” perchè potrebbero cambiare il vostro modo di vivere la cucina…
Buttare la spazzatura. Se volete vivere in un ambiente sano, pulito e profumato ricordatevi di buttare ogni giorno la spazzatura. Ogni giorno vuol dire ogni giorno…non una volta al mese!
Organizzare spese e pagamenti. Riducete al minimo i consumi e stare attenti alle scadenze, conservando tutte le ricevute dei pagamenti che effettuate.
Essere dei buoni vicini. Avere buoni rapporti con i vicini è fondamentale: non tutti vi piaceranno, l’importante è che tra i pianerottoli regni calma e rispetto. Un giorno potreste avere bisogno dell’aiuto del vostro vicino…vi consigliamo dunque di non ascoltare la televisione a volume “stadio”, di non accendere lo stereo e trasformare la vostra sala in una discoteca improvvisata e di non giocare con la cerbottana. Sono tutte attività che potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio.
Curare gli armadi. Siamo finalmente entrati nella primavera e urge il cambio di stagione, per cui dedichiamo un po’ del nostro tempo agli armadi. Ricordate che per un buon cambio di stagione, prima di rimettere i vestiti della stagione passata lavati e stirati, dovete ‘rinfrescare’ l’armadio magari profumandolo appena con gocce di oli essenziali di lavanda. E’ buona norma, lasciare a portata di mano una scelta di vestiti da usare nel caso di partenze verso lidi con temperature differenti.
Duplicare le chiavi di casa. Fate più di una copia delle vostre chiavi di casa e lasciatele ai vostri familiari o a qualche persona fidata: potrebbero rivelarsi molto utili in caso di smarrimento.
Fare attenzione agli sprechi e alla sicurezza. Andare a vivere da soli significa stara attenti anche ai dettagli, dal frigo aperto al condizionatore acceso, al rubinetto del gas da spagnere prima di partire, che garantiscono risparmio e sicurezza. Non ci crederete ma sono cose che esistono da sempre solo che prima se ne occupavano altri.
Voi siete casa vostra. Ornatela, accarezzatela e curatela come fate con voi stessi e in cambio avrete un regalo stupendo: un posto dove è sempre bello tornare.
La famosa piattaforma Vimeo è tornata con la seconda edizione del suo Festival, in cui è stato il pubblico a decretare i registi in corsa per gli ambiti premi. Il tema dell’edizione 2012 del Vimeo Festival è stato “The End of the Beginning”.
Lo scorso 7 giugno a New York sono stati premiati i migliori video nelle rispettive categorie: Best Animation, Best Motion Graphics, Best Advertising, Best Experimental, Best Fashion, Best Remix e altro ancora. Qui di seguito vi proponiamo le clip dei vincitori.
Categoria Best Advertising vinta da Caviar con K-Swiss – Kenny Powers MFCEO.
Best Animation vinta da Malcolm Sutherland con “Umbra”.
Best Motion Graphics vinta da Jurjen Versteeg con “A History of the Title Sequence”.
Best Experimental vinta da Cockau con “Prie Dieu”.
Best Fashion vinta da Academy Plus con “Mulberry Skirt”.
Best Remix vinta da Jeff Desom con “Rear Window Timelapse”.
Best Actions Sport vinta da “Dark Side of the lens”.
Best Documentary vinta da “Amar”.
Best Narrative vinta da “Blinky”.
Concludiamo con la categoria Best Music vinta dai Manchester Orchestra con “Simple Math”.
Qual è il vostro video preferito?
La nostra azienda è molto legata alla tradizione. Andiamo fieri del nostro passato ed è grazie a quello che oggi siamo quello che siamo.

Rimanendo in tema di “legame con il passato”, vi presentiamo il “Museum of endangered sounds“, che raccoglie suoni che sono in via d’estinzione e che sarebbe bello non dimenticare. Ci riferiamo al trillo di un vecchio telefono cellulare, al suono di avvio di Windows 95, al gracchiare fastidioso dei vecchi modem a 56k…
Ideato, realizzato e gestito da Brendan Chilcutt, il sito è molto dinamico e una fonte di divertimento assicurato per i nostalgici e gli appassionati di vintage e tecnologie retro. Cliccando sulle singole iconcine di Pac Man, Tetris e del cucciolo di Tamagotchi, queste si animeranno improvvisamente invadendo di suoni la vostra stanza. Questi suoni apriranno una spirale di ricordi e al tempo stesso vi daranno un’ottima occasione per riflettere su come negli anni sono cambiati il mondo del sound design e il panorama sonoro che ci circondano.
Il Museum of endangered sounds potrebbe fare il paio con il “Museum of Obsolete Objects” ideato dall’agenzia di comunicazione tedesca Jung von Matt, dove vengono raccolti e inseriti in un canale Youtube gli oggetti ormai desueti.
C’è un video per ognuno, con una breve intro in stile infographic che indica la data dell’invenzione e quella in cui è diventata obsoleta. Poi le immagini passano a descrivere la funzione d’uso con una voce robotica fuori campo che spiega l’utilizzo. Dalla penna d’oca alla Polaroid, dalla macchina da scrivere all’abaco, dal Floppy disk al light bulb…
Planare, volare, saltare o tuffarsi. Spesso amiamo “staccare i piedi da terra”.
La tecnica del saltare ha da sempre affascinato l’uomo che spesso ne ha fatto fonte di energia nello sport e di divertimento ludico ma anche arte guerresca, come nel caso dei combattimenti delle arti marziali.
Oggi vi parliamo di acrobazie tra le lenzuola ma non fate i maliziosi! Ci stiamo infatti riferendo ai cosiddetti saltatori di letto, veri “professionisti” che si scatenano sui materassi con le evoluzioni più strane e immortalano il salto con foto esilaranti. Questo fenomeno di costume si chiama Bed Jumping ed è diffuso in tutto il mondo dalla primavera del 2007 (vedere per credere le migliaia di acrobazie raccolte sul sito bedjump.com).
Si tratta di un vero e proprio fenomeno di costume (o pigiama) del ventunesimo secolo. Si salta in tutti i modi, dai più spettacolari a quelli tecnicamente arditi, da soli o anche in coppia, nei letti a una o due piazze di casa propria o degli alberghi. I risultati spesso sono esilaranti e gli esiti imprevedibili.
I nostri letti non sono fatti solo per riposare.
“Japo” è un letto con testata e base imbottita e rivestita in tessuto o pelle. La versione in tessuto è sfoderabile ed è disponibile anche nella versione apribile con contenitore sottorete. Un letto dal bianco candore…perfetto per scambiarsi qualche carezza.
“Charlotte” by Marco Boga si caratterizza per le linee morbide e arrotondate. La base è rivestita in tessuto sfoderabile o pelle in una gamma di circa sessanta tonalità di colore. Charlotte è disponibile anche in versione apribile con capiente contenitore sottorete. Come ciliegina sulla torta, Comodini Ball con cassetti e comò a 6 cassetti Arion. Non male per saltarci sopra!
Infine “Rio”, un letto dal nome carioca e dallo spirito caliente, realizzato completamente in legno e disponibile anche nella versione apribile con contenitore sottorete, tavolino Swing e comò Modo laccato Colors. Ideale per una bella colazione a letto.
Oggi vi abbiamo presentato solo i primi tre letti della nostra collezione, ma vi invitiamo a fare un salto anche sopra quelli presenti all’interno del nostro sito: http://www.tisettanta.com/site/index.html.
Carta da agitare tra le mani. Carta per scrivere, per creare, per divertirsi.
Ora anche carta per vestirsi.
Nei periodi di crisi, spesso aumenta la creatività. Il progetto di Laura Poluzzi si chiama Get your dress, e prevede la realizzazione di una serie di vestiti dallo stile fantasioso e accattivante che si possono scaricare gratuitamente dall’omonimo sito per poi essere ritagliati e…indossati!
Ovviamente questo progetto nasce più come una divertente denuncia sociale che come una proposta concreta. Sicuramente un curioso esperimento che ci riporta indietro nel tempo per un momento e ci fa riassaporare il gusto dell’artigianalità. Come quando tra le mani agitavamo quei vecchi e piccoli pupazzetti di carta che si potevano vestire semplicemente ripiegando all’indietro una linguetta…
Sabadì è il giorno che forse non esiste.
Il giorno in cui rallentiamo, in cui riflettiamo su cosa sia veramente importante.
Il giorno in cui pensiamo cosa sia la qualità della vita e a quello che facciamo per raggiungerla.
Il giorno in cui proviamo a prenderci il giusto tempo per godere delle piccole cose.
Il giorno in cui ritroviamo il gusto dimenticato delle albicocche che raccoglievamo in campagna da piccoli.
Il giorno in cui scopriamo quanto possa essere diversa una mela dall’altra.
Il loro design vintage, elegantemente retrò sottolinea efficacemente un dichiarato ritorno alla qualità di una volta, delle materie prime e delle tecniche di produzione antiche. Sembrano usciti da un carosello degli anni Sessanta, i sei “personaggi in cerca d’autore” che rappresentano altrettanti gusti della nuova linea di Cioccolato di Modica Sabadì.
Cino. Cioccolato di Modica al peperoncino dello Sri Lanka. A Cino piace giocare. Subito non si farà sentire ma poi, tutto di un colpo, apparirà…e resterete a bocca aperta.
Darino. Cioccolato di Modica con scorzette di Mandarino Tardivo di Ciaculli. Darino è pura freschezza che persiste sorprendendo.
Donato. Cioccolato di Modica con scorzette di Limone Interdonato. Chissà se il colonnello Interdonato si sarebbe mai aspettato che la buccia dei suoi limoni sarebbe stata utilizzata un giorno in un cioccolato.
Lo Scuro. Cioccolato di Modica fondente 70% con zucchero Mascobado. Lo scuro è un fondente di grande carattere, la massima espressione dell’aroma del Nacional in perfetto equilibrio con le note di liquirizia dello zucchero di canna grezzo Mascobado.
Nella. Cioccolato di Modica alla cannella dello Sri Lanka. Il tradizionale abbinamento modicano è proposto con una cannella di origine biologica coltivata nei giardini di spezie dello Sri Lanka.
Rossella. Cioccolato di Modica con scorzette di Arancia Rossa di Sicilia. Le note aromatiche del cacao Nacional trovano in Rossella un piacevole contrasto con la persistenza delle scorzette di arancia rossa di Sicilia.
Realizzato dallo studio veronese Happycentro, a partire dalle illustrazioni di Federico Galvani e Andrea Donà, incorniciate dal lavoro di graphic design di Andrea Manzati, il packaging delle cioccolate Sabadì racconta un prodotto made in Italy antico e moderno al tempo stesso, che alla qualità certificata da Slow Food affianca quella di una confezione ironica ed elegante al tempo stesso, utilizzando il character design in maniera esemplare. Siete d’accordo?
Flashback. Torniamo indietro di qualche anno. Siamo al Macworld 2007 e viene annunciato al mondo un prodotto che si preannuncia rivoluzionario. Si chiama iPhone. Un gingillo che, ad Apple costò circa 150 milioni di dollari.
Un prodotto esclusivo e unico. La segretezza del progetto era tale che persino i team hardware e software erano tenuti separati. Fu così che, Il giorno dell’annuncio a Cupertino, erano appena in 30 a sapere cosa teneva in tasca Steve Jobs.
Da quel giorno abbiamo assistito a varie evoluzioni di questo stupendo prodotto ma quella che vi presentiamo oggi è forse la più originale. L’iPhone è infatti diventato protagonista di un breve video dell’animatore californiano Mike Ko, che lo utilizza come set per ambientare un piccolo mondo che prende vita non all’interno, ma sopra il suo schermo. Così, quasi per magia, un diorama si dispiega sulla superficie di uno smartphone spento, in un notevole gioco di compositing e 3D che racconta dell’affezione per un oggetto che da molti viene vissuto davvero come una scatola magica in grado di contenere meraviglie.