Tele bianche esposte a Londra: in mostra l’arte invisibile

Se è vero, come sosteneva Marchel Duchamp, che è lo spettatore che fa il quadro, allora non è poi così strano entrare in una gallerie d’arte per ammirare tele bianche e sculture trasparenti.

Mike Bidlo, The fountain drawings, Duchamp's pissoir

La firma sulla “provocazione” è quella di Ralph Rugoff, direttore della galleria d’arte Hayward di Londra dove dal 12 di giugno si potranno vedere, o meglio immaginare, i mondi evocati, suggeriti o nascosti nelle opere di Andy Warhol, Yves Klein, Yoko Ono e Gianni Motti.

Take a good, long look: Magic Ink by Gianni Motti, 1989

Nothing to see here: Untitled (A Curse) by Tom Friedman, 1992

Il titolo della retrospettiva, d’altra parte, non lascia spazio a dubbi: “Invisible: Art about the Unseen 1957-2012″. La mostra è la prima nel suo genere nella storia della Gran Bretagna. I precedenti a Parigi nel 2009 e San Francisco nel 2005.

Untitled (Horse) by Bruno Jakob, 2003

Cosa ne pensate? Ironia, provocazione o scelta vincente?

Designer: Michele De Lucchi

Designer: Michele De Lucchi

Michele De Lucchi è nato nel 1951 a Ferrara, si è laureato in architettura a Firenze. Negli anni dell’architettura radicale e sperimentale è stato tra i protagonisti di movimenti come Cavart, Alchymia e Memphis.

Ha disegnato lampade ed elementi d’arredo per le più conosciute aziende italiane ed europee. E’ stato responsabile del Design Olivetti dal 1992 al 2002 e ha sviluppato progetti sperimentali per Compaq, Philips, Siemens, Vitra. Per Deutsche Bank, Deutsche Bundesbahn, Enel, Poste Italiane, Telecom Italia, Banca Intesa e altri Istituti italiani ed esteri ha collaborato all’evoluzione dell’immagine introducendo innovazione tecnica ed estetica. Ha curato molti allestimenti di mostre d’arte e design e progettato edifici e allestimenti espositivi per musei come il Museo Diocesano ad Ivrea, la Triennale di Milano, Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino.

Nel 1990 ha creato Produzione Privata, una piccola impresa nel cui ambito Michele De Lucchi disegna prodotti che, senza committenza, vengono realizzati impiegando tecniche e mestieri artigianali. Ha collaborato con la Fondazione Cini di Venezia, è ha lavorato al rinnovamento dei musei del Castello Sforzesco di Milano con David Chipperfield, alla ristrutturazione del Teatro Franco Parenti di Milano e ad alcuni progetti di riqualificazione di aree e quartieri urbani in Italia e all’estero.

Numerosi i riconoscimenti internazionali. Una selezione dei suoi oggetti è esposta nei più importanti musei d’Europa, degli Stati Uniti e del Giappone: nel 2003 il Centre Georges Pompidou di Parigi ha acquisito un rilevante numero dei suoi lavori. Nel 2000 è stato insignito della onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Ciampi per meriti nel campo del design e dell’architettura. Nel 2006 ha ricevuto la Laurea ad Honorem dalla Kingstone University, per il suo contributo alla “qualità della vita”.

Costruzione a torre

Library Existence

Dal 2008 professore ordinario presso la Facoltà del design al Politecnico di Milano e accademico presso l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Nel 2009 ha ricevuto il Golden Fleece Order e nel 2010 il Presidential Order of Excellency dal Presidente della Georgia, Mickjeil Saakasvhili.

150 le sedie Tisettanta Minni in special edition viola scelte da De Lucchi per la settimana della moda 2011

Fonte: “Tisettanta: Quarant’anni di design. Quarant’anni di casa”. A cura di Luca Vivanti, Electa, 2011.

Bedjumper – Quattro salti nel letto

Planare, volare, saltare o tuffarsi. Spesso amiamo “staccare i piedi da terra”.

La tecnica del saltare ha da sempre affascinato l’uomo che spesso ne ha fatto fonte di energia nello sport e di divertimento ludico ma anche arte guerresca, come nel caso dei combattimenti delle arti marziali.

Oggi vi parliamo di acrobazie tra le lenzuola ma non fate i maliziosi! Ci stiamo infatti riferendo ai cosiddetti saltatori di letto, veri “professionisti” che si scatenano sui materassi con le evoluzioni più strane e immortalano il salto con foto esilaranti. Questo fenomeno di costume si chiama Bed Jumping ed è diffuso in tutto il mondo dalla primavera del 2007 (vedere per credere le migliaia di acrobazie raccolte sul sito bedjump.com).

Si tratta di un vero e proprio fenomeno di costume (o pigiama) del ventunesimo secolo. Si salta in tutti i modi, dai più spettacolari a quelli tecnicamente arditi, da soli o anche in coppia, nei letti a una o due piazze di casa propria o degli alberghi. I risultati spesso sono esilaranti e gli esiti imprevedibili.

I nostri letti non sono fatti solo per riposare.

“Japo” è un letto con testata e base imbottita e rivestita in tessuto o pelle. La versione in tessuto è sfoderabile ed è disponibile anche nella versione apribile con contenitore sottorete. Un letto dal bianco candore…perfetto per scambiarsi qualche carezza.

“Charlotte” by Marco Boga si caratterizza per le linee morbide e arrotondate. La base è rivestita in tessuto sfoderabile o pelle in una gamma di circa sessanta tonalità di colore. Charlotte è disponibile anche in versione apribile con capiente contenitore sottorete. Come ciliegina sulla torta, Comodini Ball con cassetti e comò a 6 cassetti Arion. Non male per saltarci sopra!

Infine “Rio”, un letto dal nome carioca e dallo spirito caliente, realizzato completamente in legno e disponibile anche nella versione apribile con contenitore sottorete, tavolino Swing e comò Modo laccato Colors. Ideale per una bella colazione a letto.

Oggi vi abbiamo presentato solo i primi tre letti della nostra collezione, ma vi invitiamo a fare un salto anche sopra quelli presenti all’interno del nostro sito: http://www.tisettanta.com/site/index.html.

Siete pronti a scatenare la vostra fantasia?

 

 

Contenitori di sogni: Aero, Ball, Modo, Pyllon, Scape e Tray

“…e come i semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera. Fidatevi dei vostri sogni, perchè in essi è nascosto il passaggio verso l’eternità.” Kahlil Gibran

I sogni sono preziosi e vanno custoditi in un cassetto. Altrimenti rischiamo che volino via.

Possono riguardare l’amore.

Oppure l’amicizia.

Anche il lavoro.

Nulla è impossibile. Basta crederci e fare il primo passo…

… e poi quelli successivi, poco alla volta, fino a realizzarli.

Il nostro compito infatti è quello di farli crescere e accudirli.

Passioni, sogni, emozioni hanno bisogno di un spazio contenitore che li raccolga. Quelli che vi presentiamo oggi sono i nostri “contenitori di sogni” e si chiamano Aero, Ball, Modo, Pyllon, Scape,Tray…

I vestiti di carta di Laura Poluzzi

Carta da agitare tra le mani. Carta per scrivere, per creare, per divertirsi.

Ora anche carta per vestirsi.

Nei periodi di crisi, spesso aumenta la creatività. Il progetto di Laura Poluzzi si chiama Get your dress, e prevede la realizzazione di una serie di vestiti dallo stile fantasioso e accattivante che si possono scaricare gratuitamente dall’omonimo sito per poi essere ritagliati e…indossati!

Ovviamente questo progetto nasce più come una divertente denuncia sociale che come una proposta concreta. Sicuramente un curioso esperimento che ci riporta indietro nel tempo per un momento e ci fa riassaporare il gusto dell’artigianalità. Come quando tra le mani agitavamo quei vecchi e piccoli pupazzetti di carta che si potevano vestire semplicemente ripiegando all’indietro una linguetta…

 

Tisettanta – Quale sedia avrebbe scelto Einstein?

Un tavolo, una sedia, un cesto di frutta e un violino: di cos’altro necessita un uomo per essere felice? Cosi diceva un certo Albert Einstein…

Si perchè stare seduti non vuole dire rimanere immobili, ma darsi il tempo per riflettere e rialzarsi più decisi che mai. Indubbiamente stare seduti spesso arreca un grande benessere. Vi invitiamo dunque a mettervi comodi su una di queste sedie a scelta:

1. ANNETTE

2. FOSCA

3. TEODOLINDA

4. MINNI

Si sta comodi da seduti vero? Venite a scoprire tutte le altre sedie su www.tisettanta.com

Salone Internazionale del libro 2012 con Nu-Ovo, Acropolis, Minni e Bubble protagoniste

Salone Internazionale del libro 2012 con Nu-Ovo, Acropolis, Minni e Bubble protagoniste

Al Lingotto Fiere di Torino, dallo scorso giovedì 10 fino a oggi, è andato in scena il Salone Internazionale del Libro. Edizione numero 25, edizione che ha celebrato il primo quarto di secolo della manifestazione ideata nel lontano 1988 da due torinesi, il libraio Angelo Pezzana e l’imprenditore Guido Accornero.

Tisettanta era presenta perchè ha offerto gli arredi del circolo dei lettori lounge. Infatti Nu-ovo, il primo mobile contenitore per l’uomo, ideato dall’architetto Torinese Paolo Maldotti, ha caratterizzato in modo originale e unico la “Terrazza Torino”, lo spettacolare spazio di Turismo Torino e Provincia, organismo promotore della Provincia di Torino.

La cellula Abitativa Nu-ovo era presente in quattro versioni personalizzate, frutto del suo design polifunzionale. Una con funzione reception e spazio informativo; una in omaggio al libro dedicato ai 40° anniversario di Tisettanta; una dedicata a Mr.Linea, il famoso personaggio protagonista del cartone animato ideato da Osvaldo Camaldoli; e infine la versione divano letto.

Ma non è finita qui perchè, al centro della terrazza spiccava anche una bella Libreria Acropolis di Piva Associati, realizzata in color granata. Per accogliere infine le più importanti cariche politiche e culturali, lo spazio è stato reso più funzionale e confortevole da due poltrone Bubble, tavolini abbinati a sedie Minni e da un elegante salotto in pelle nera.

Sabadì e i “Sei personaggi al cioccolato in cerca di autore”

Sabadì e i “Sei personaggi al cioccolato in cerca di autore”

Sabadì è il giorno che forse non esiste.

Il giorno in cui rallentiamo, in cui riflettiamo su cosa sia veramente importante.

Il giorno in cui pensiamo cosa sia la qualità della vita e a quello che facciamo per raggiungerla.

Il giorno in cui proviamo a prenderci il giusto tempo per godere delle piccole cose.

Il giorno in cui ritroviamo il gusto dimenticato delle albicocche che raccoglievamo in campagna da piccoli.

Il giorno in cui scopriamo quanto possa essere diversa una mela dall’altra.


Il loro design vintage, elegantemente retrò sottolinea efficacemente un dichiarato ritorno alla qualità di una volta, delle materie prime e delle tecniche di produzione antiche. Sembrano usciti da un carosello degli anni Sessanta, i sei “personaggi in cerca d’autore” che rappresentano altrettanti gusti della nuova linea di Cioccolato di Modica Sabadì.

Cino. Cioccolato di Modica al peperoncino dello Sri Lanka. A Cino piace giocare. Subito non si farà sentire ma poi, tutto di un colpo, apparirà…e resterete a bocca aperta.

 

Darino. Cioccolato di Modica con scorzette di Mandarino Tardivo di Ciaculli. Darino è pura freschezza che persiste sorprendendo.

Donato. Cioccolato di Modica con scorzette di Limone Interdonato. Chissà se il colonnello Interdonato si sarebbe mai aspettato che la buccia dei suoi limoni sarebbe stata utilizzata un giorno in un cioccolato.

Lo Scuro. Cioccolato di Modica fondente 70% con zucchero Mascobado. Lo scuro è un fondente di grande carattere, la massima espressione dell’aroma del Nacional in perfetto equilibrio con le note di liquirizia dello zucchero di canna grezzo Mascobado.

Nella. Cioccolato di Modica alla cannella dello Sri Lanka. Il tradizionale abbinamento modicano è proposto con una cannella di origine biologica coltivata nei giardini di spezie dello Sri Lanka.

Rossella. Cioccolato di Modica con scorzette di Arancia Rossa di Sicilia. Le note aromatiche del cacao Nacional trovano in Rossella un piacevole contrasto con la persistenza delle scorzette di arancia rossa di Sicilia.

Realizzato dallo studio veronese Happycentro, a partire dalle illustrazioni di Federico Galvani e Andrea Donà, incorniciate dal lavoro di graphic design di Andrea Manzati, il packaging delle cioccolate Sabadì racconta un prodotto made in Italy antico e moderno al tempo stesso, che alla qualità certificata da Slow Food affianca quella di una confezione ironica ed elegante al tempo stesso, utilizzando il character design in maniera esemplare. Siete d’accordo?

 

Scrittoio Mirto – Parole in libertà

Una delle conquiste più importanti dell’umanità è stata senza dubbio quella della scrittura, ma molti ignorano quanto lungo e complesso sia stato questo percorso.

A scuola non si spiega come sia nata la scrittura, ma la si presenta come un dato di fatto, come qualcosa che è così e basta. In questo modo però si perde l’occasione di descrivere una storia affascinante che avrebbe la capacità di incantare i bambini e di accrescere il loro desiderio di imparare questa antica e raffinata tecnica di espressione e di comunicazione.

Nei tempi antichi, nessuno sapeva di dovere inventare la scrittura e la sua invenzione è stata frutto di un progredire continuo, in un processo che è durato migliaia di anni, arricchendosi progressivamente di conquiste. L’invenzione della scrittura è avvenuta in modo indipendente in diverse parti del mondo ed ha seguito le stesse tappe fondamentali. All’inizio, per indicare qualcosa è stata usata la sua figura o un segno convenzionale. Poi si è passati ad una scrittura fonetica basata sul meccanismo dei rebus, quindi a una scrittura sillabica e solo alla fine si è arrivati alla scrittura alfabetica..

Ora utilizziamo le lettere per inventare. Avere un angolo dove scrivere e lasciare volare la fantasia diventa per molti indispensabile è rappresenta una grande fonte di benessere. Questo che vi presentiamo oggi è il nostro scrittoio Mirto.

Questo invece è lo spazio Kidimo. Lasciatevi ispirare e create in libertà…