Flashback. Torniamo indietro di qualche anno. Siamo al Macworld 2007 e viene annunciato al mondo un prodotto che si preannuncia rivoluzionario. Si chiama iPhone. Un gingillo che, ad Apple costò circa 150 milioni di dollari.
Un prodotto esclusivo e unico. La segretezza del progetto era tale che persino i team hardware e software erano tenuti separati. Fu così che, Il giorno dell’annuncio a Cupertino, erano appena in 30 a sapere cosa teneva in tasca Steve Jobs.
Da quel giorno abbiamo assistito a varie evoluzioni di questo stupendo prodotto ma quella che vi presentiamo oggi è forse la più originale. L’iPhone è infatti diventato protagonista di un breve video dell’animatore californiano Mike Ko, che lo utilizza come set per ambientare un piccolo mondo che prende vita non all’interno, ma sopra il suo schermo. Così, quasi per magia, un diorama si dispiega sulla superficie di uno smartphone spento, in un notevole gioco di compositing e 3D che racconta dell’affezione per un oggetto che da molti viene vissuto davvero come una scatola magica in grado di contenere meraviglie.
La pianta Theobroma Cacao (nome scientifico del cacao) fu classificata da Linneo considerando il nome che aveva e l’uso che se ne faceva presso le civiltà che la utilizzavano all’epoca: cacao cibo degli dei.
Si, la pianta del cacao ha origini antichissime e, secondo precise ricerche botaniche si presume che fosse già presente più di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell’Orinoco e che i primi a coltivarla furono i Maya solo intorno al 1000 a.C.
Saranno proprio le sue origini che portano oggi milioni di persone a non poter fare a meno della loro tavoletta quotidiana e a definirla come “la fine del mondo”.
Il cioccolato è presente nell’immaginario comune: ad esempio è stato spunto di diversi libri e film di successo. Solo per citarne alcuni ricordiamo: La fabbrica di Cioccolato di Roald Dahl (1964) da cui verranno prodotti due film: Willy Wonka e la Fabbrica di cioccolato di Mel Stuart (1971) e la Fabbrica di cioccolato di Tim Burton (2005). Altrettanto famoso è il libro del 1999 di Joanne Harris Chocolat da cui nel 2000 viene tratto l’omonimo film con Juliette Binoche e Johnny Depp.
Ma con il cioccolato si può fare di tutto. Ad esempio giocare.
Dare vita a oggetti indispensabili.
Ma ora c’è una grande novità: non contento il cioccolato abbraccia anche le innovazioni tecnologiche. Infatti, sviluppata dai ricercatori dell’università di Exeter, nel Regno Unito, è sbarcata sul mercato la prima stampante a cioccolato. In vendita sul sito web della società Choc Edge, “Choc Creator” funziona con il cioccolato liquido come inchiostro. La macchina sovrappone successivamente strati del delizioso e cremoso alimento, seguendo uno schema predefinito, generato tramite un software della stampante 3D.
Il funzionamento è come una normale stampante: basta riempire il toner, selezionare la testina, e inviare un disegno che può essere fatto grazie anche a un software open-source per il 3D. La stampante ancora non è certificata per uso alimentare, ma lo sarà a breve, giusto il tempo di attendere che il prezzo cali dai suoi 3.300 dollari.
Ma come diceva Serge Uzzan ”Un’idea è come una brioche al cioccolato. Bisogna lasciarla raffreddare per vedere se è davvero buona”. Attendiamo dunque curiosi di conoscere l’impatto che questa stampante gustosa avrà sul mercato…
Il Salone del Mobile ha più di cinquant’anni di storia alle spalle. Nasce infatti nel 1961 con l’intento di promuovere nel mondo la qualità del mobile italiano. Internazionale dal 1967 è un evento che non ha eguali al mondo, in nessun settore.
L’edizione 2011 ha visto la presenza di 282.483 visitatori di cui 177.964 esteri da 154 paesi a cui si aggoingono i 32.870 visitatori di pubblico domenicale e i 5.967 operatori della comunicazione.
Quest’anno l’appuntamento per il 2012 è dal 17 al 22 aprile. Come sempre accanto all esposizioni trovano spazio eventi e iniziative collaterali. Per semplicità abbiamo pensato di segnalarvi alcuni “indirizzi utili” in rete da consultare per avere tutte le informazioni:
Vi segnaliamo, inoltre, i siti dei quartieri:
Noi di Tisettanta, invece, saremo il 18 e il 19 aprile nel nostro showroom di via Tofane 37 a Giussano (MI), che resterà aperto fino alle 22 per la presentazione dei nuovi prodotti progettati da Piva Associati.
Il 17 aprile, invece, saremo presenti ad Eurocucina con lo stand Elam (padiglione 11 stand D18-D20). Vi aspettiamo!
Quella che vi vogliamo raccontare oggi è una favola. Non ci occuperemo di nomi prestigiosi o di grandi designer ma di un piccolo imprenditore in erba che sta commuovendo tutto il mondo. Si chiama Caine Monroy ed è un bambino di nove anni che possiede una spiccata fantasia.

Tutto è nato per gioco. In una lunga estate di vacanza dalla scuola passata nel retro del negozio di ricambi per auto del padre impegnato con il suo lavoro, Caine non ha perso tempo e si è impegnato duramente in un progetto concreto: costruirsi il mondo dei suoi sogni.
Così Caine, giorno dopo giorno, si è inventato piccolo imprenditore costruendo tantissimi giochi diversi partendo dalle scatole usate e raccattando tutti gli oggetti che trovava in giro. Con spensieratezza alla fine ha costruito un’intera “sala giochi” funzionante e con meccanismi curati nei minimi dettagli.

Per completare l’opera Caine ha infine condiviso la sua nuova attività commerciale a tutti: con 1 dollaro si hanno a disposizione due turni di gioco e con soli 2 dollari c’è il Fun Pass, la mega offerta che ti consente di fare ben 500 turni.
Perchè l’attività divenisse un successo purtroppo mancava ancora una cosa: i clienti! Una cosa non da poco visto che il suo “shop” è nato in una zona veramente periferica e poco trafficata. Poi un giorno un cliente è arrivato e, quasi per magia, era di quelli giusti.
Stiamo parlando dell’uomo che ha trasformato questa storia in un progetto virale. Si chiama Nirvan Mullick e di professione fa il videomaker/creativo.

Da qui in poi la poesia. Quando Nirvan ha pubblicato la sua scoperta su Digg, l’intera vicenda ha avuto un successo incredibile. Così è stato organizzato un flashmob che ha riempito il negozio di clienti. Infine il tutto è stato documentato su facebook in un’apposita pagina che racconta l’iniziativa “Work in progress”.
Ma non è finita qui perchè è stato creato anche un meraviglioso corto. Guardatelo voi stessi. Sarà impossibile non commuoversi.

Questa storia sta facendo il giro del mondo. Una vera favola moderna che ora è diventata anche socialmente utile grazie a un progetto di raccolta fondi scolastici che vi è stato associato.
Perchè voi lo sappiate: Caine’s Arcade è aperta dalle 8 alle 17 tutti i sabati e la domenica solo su appuntamento che si ottiene telefonando a Georde, il padre di Caine.
Ricordatevi di prenotare perchè spesso Georde rifiuta apppuntamenti fuori orario attività. D’altronde Caine sarà pure un piccolo genio, ma rimane pur sempre un ragazzino di 9 anni.
Il Conte di Lautréamont descrisse una volta la bellezza di “un incontro fortuito su un tavolo anatomico di un ombrello con una macchina da cucire”. Il Designs of the Year show 2012 mette in mostra un concetto simile. Anche qui, manufatti diversi, vengono accostati con apparente casualità, lasciando al visitatore il compito di immaginare il significato che sta alla base della selezione.
La selezione spazia infatti tra i settori architettura, digitale, moda, arredamento, grafica e le categorie prodotto e trasporti. Dalla prima scrematura dei finalisti, si arriverà alla proclamazione del vincitore assoluto in programma al Design Museum il prossimo 24 aprile. Nel frattempo, i 90 progetti scelti sono già esposti dall’8 febbraio – e fino al 15 luglio – a Londra presso i saloni del prestigioso museo, ospite e organizzatore al contempo del contest tra i più importanti a livello globale.
Le proposte di quest’anno sono tantissime e molto differenti l’una dall’altra. Abbiamo scelto per voi alcune delle più interessanti tra le categorie selezionate.
Partiamo con il Butaro Hospital, l’ospedale costruito in Rwanda, dal Gruppo di design MASS. Il Butero Hospital è espressione di quel design architettonico che mira a modellare il tessuto sociale in modo permanente, a migliorare le condizioni di vita dei più poveri al mondo, delle persone che non possono accedere ai servizi di un progettista.
Impressionante anche la Hepworth Wakefield gallery disegnata dallo studio David Chipperfield. Si tratta del più grande spazio creato appositamente per l’arte nel Regno Unito.
Per la categoria ARCHITETTURA la Guangzhou Opera House progettata da Zaha Hadid che celebra l’unione tra linee che si fondono con la natura e un’acustica tecnicamente perfetta.
E che dire dell’aeroporto per lo spazio? Lo studio Foster + Partners ha creato in New Mexico, la prima struttura al mondo destinata al turismo spaziale.
Nella categoria PRODOTTO un progetto veramente innovativo che ha giustamente occupato le pagine di siti e giornali negli ultimi due anni: si tratta di Hövding (design: Anna Haupt e Terese Alstin, Svezia 2010), il collare per ciclisti che contiene un airbag che si apre in caso di incidente.
Nella categoria ARREDAMENTO spicca anche Il tavolo anti terremoto disegnato da Arthur Brutter and Ido Bruno. Un arredo che oltre a sostenere il peso delle macerie dei soffitti in caso di cataclisma, costituisce una via da attraversare per i soccorritori.
In lizza anche una categoria dedicata alle migliori proposte digitali. Questo è il progetto per la versione iPad del Guardian.
Tornando alla categoria Prodotto, questa è la La collezione di occhiali da sole disegnata da Ron Arad per il brand britannico PQ.
Candidato nella categoria ARREDAMENTO, l’enorme tappeto sofa creato dai fratelli Bouroullec nella Raphael Cartoons Gallery al V&A Museum di Londra.
Nella categoria PRODOTTO è presente anche la torcia olimpica dei prossimi Giochi a Londra. Un oggetto in alluminio dorato caratterizzato da 8000 fori sulla sua superficie che permetteranno di vedere il cuore della fiamma, creato da Edward Barber e Jay Osgerby.
L’Italia invece è rappresentata da Gaetano Pesce, noto per i suoi gioielli entrati nell’arte orafa contemporanea. Qui ci presenta un paio di scarpe dal materiale tutto da scoprire.
Come avrete intuito il tema rimane comunque quello di produrre e proporre un “design con una coscienza”, di creare qualcosa di più che una lampada elegante o un abito sfarzoso. Insomma, qualcosa di utile.
Come ad esempio la collezione di borse firmate Vivienne Westwood per Ethical Fashion Africa, realizzata con materiali riciclati, che “fornisce lavoro a lungo termine per le donne in comunità emarginate” a Nairobi.
Ed è probabile che sia proprio il design etico, in un mondo minacciato da crisi economiche, ambientali e strutturali, quello ad avere le maggiori possibilità di essere apprezzato. Oggi più che mai l’estetica non può prescindere dall’etica.
Ma la lista non finisce qui. Tutti i progetti selezionati, nelle sette sezioni, sono illustrati nel sito ufficiale del Design Museum. Se non avete modo di fare un salto a Londra, divertitevi a scorrerli tutti!